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Realtà aumentata nei musei
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Kevin Molinari

L’applicazione della realtà aumentata nei musei: 7 casi di successo

L'applicazione della realtà aumentata nei musei: 7 casi di successo – Arweb.it

La realtà aumentata nei musei, nell’arte, e nei beni culturali sta trovando applicazioni sempre più variegate: una delle sue applicazioni più immediate è l’aggiunta di spiegazioni dettagliate sugli oggetti esposti.

Questo arricchisce notevolmente l’esperienza del visitatore, fornendo informazioni aggiuntive in tempo reale direttamente attraverso il proprio dispositivo.

Inoltre, alcuni musei stanno sperimentando l’uso della realtà aumentata per presentare versioni digitali degli artisti accanto alle loro opere, creando avatar tridimensionali che narrano e interagiscono con i visitatori.

Questa tecnologia non solo aggiunge una nuova dimensione alle esposizioni, ma porta letteralmente in vita oggetti e scene.

In tutto il mondo, diverse istituzioni stanno già adottando l’AR, introducendo innovazioni nelle loro collezioni e attirando un pubblico sempre più vasto e diversificato.

Realtà aumentata nei musei
Story of the Forest al National Museum di Singapore

In questo articolo, esploreremo alcuni esempi concreti di come la realtà aumentata nei musei viene applicata, esponendo e articolando gli esempi piu’ famosi in tutto il mondo.

Nel 2021, la National Gallery di Londra ha rivoluzionato l’esperienza artistica, portando le sue preziose collezioni della National GalleryNational Portrait Gallery, Royal Academy of Arts direttamente nelle strade della città.

Grazie a un’innovativa esperienza di Realtà Aumentata, i passanti potevano immergersi nell’arte semplicemente utilizzando il proprio smartphone.

Scaricando un’app dedicata e inquadrando i QR code posizionati nelle affollate vie del centro di Londra, l’arte prendeva vita, offrendo un’esperienza immersiva e interattiva a portata di mano.

La realtà aumentata nei musei: Muséum national d’Histoire naturelle

Un altro esempio di realtà aumentata nei musei è il progetto “REVIVRE”.

Nel giugno 2021, il Muséum national d’Histoire naturelle di Parigi ha presentato una straordinaria esperienza di Realtà Aumentata, sfruttando la tecnologia di Microsoft’s Hololens.

Il progetto, denominato “REVIVRE” (che significa “Rivivere”), ha offerto ai visitatori l’opportunità unica di incontrare virtualmente animali estinti nel mondo reale.

Questa avventura digitale ha permesso di avvicinarsi come mai prima d’ora a creature scomparse, offrendo un viaggio indimenticabile nel tempo e nella storia naturale.

realtà aumentata nei musei

Nel luglio 2017, l’Art Gallery of Ontario (AGO) ha collaborato con l’artista digitale Alex Mayhew per dare vita a “ReBlink”, un’installazione di Realtà Aumentata che offre una nuova prospettiva su alcune opere d’arte classiche.

Utilizzando smartphone o tablet, i visitatori potevano vedere i soggetti delle opere animarsi e adattarsi alla realtà contemporanea.

Un esempio emblematico è il dipinto “Drawing Lots” di George Agnew Reid, che ritrae tre personaggi immersi in un gioco.

Nella reinterpretazione di Mayhew, i tre sono distanti e immersi nei loro smartphone, con il traffico cittadino che scorre sullo sfondo.

L’artista, attraverso questa rivisitazione, esprime la sua visione critica sull’invadenza della tecnologia nella vita moderna e su come siamo costantemente sommersi da immagini, accelerando il nostro consumo dell’arte.

Con “ReBlink”, Mayhew ha voluto utilizzare la tecnologia come strumento di coinvolgimento e non di distrazione.

L’obiettivo era incoraggiare le persone a “guardare in alto” e non abbassare lo sguardo sullo schermo. Secondo Shiralee Hudson Hill, pianificatrice interpretativa dell’AGO, l’84% dei visitatori ha dichiarato di essersi sentiti coinvolti dall’arte, e il 39% ha rivisitato le opere dopo aver utilizzato l’app.

La realtà aumentata nei musei: The National Museum of Singapore

Il National Museum di Singapore sta attualmente ospitando un’installazione coinvolgente chiamata “Story of the Forest”.

Questa mostra si concentra su 69 immagini tratte dalla William Farquhar Collection of Natural History Drawings, trasformate in animazioni tridimensionali con cui i visitatori possono interagire.

Scaricando un’app dedicata, i visitatori possono utilizzare la fotocamera del proprio dispositivo per esplorare e interagire con questi dipinti.

L’installazione, adatta a tutta la famiglia, sfrutta la tecnologia per offrire un’esperienza educativa.

Ispirandosi a dinamiche simili a quelle di Pokémon Go, i visitatori possono “cacciare” e “catturare” elementi, in questo caso piante e animali rappresentati nei dipinti.

Questi elementi possono poi essere aggiunti a una collezione virtuale personale mentre si esplora il museo. L’app fornisce ulteriori dettagli sugli elementi raccolti, permettendo agli utenti di scoprire fatti interessanti come l’habitat, la dieta e la rarità delle specie.

La William Farquhar Collection of Natural History Drawings rappresenta una delle collezioni più preziose del museo.

Grazie al collettivo d’arte digitale giapponese teamLab, questo progetto di Realtà Aumentata dà vita ai disegni, permettendo al pubblico di interagire ed esplorare le immagini in un modo completamente nuovo ed emozionante.

La realtà aumentata nei musei: The Smithsonian Institution, Washington D.C.

Nel 2017, il Smithsonian ha adottato la tecnologia AR per aggiungere un tocco innovativo a una delle sue esposizioni più antiche e amate.

Molti degli scheletri presenti nella Bone Hall del museo sono esposti dal 1881. Oggi, i visitatori possono scaricare una nuova app, “Skin and Bone”, che rivela questi reperti sotto una luce completamente nuova.

L’app include 13 scheletri e sovrappone immagini per ricostruire le creature nella loro interezza. Gli utenti possono osservare come sarebbe apparsa la pelle e i muscoli sugli scheletri e come si sarebbero mossi gli animali.

Questo offre una visione unica nella storia dei reperti e contribuisce a rendere l’esposizione vivida e dinamica.

“Questa app vuole raccontare alcune delle storie nascoste dietro una delle collezioni più iconiche del museo”, ha dichiarato Robert Costello, produttore dell’app e responsabile del programma di divulgazione nazionale presso il Museum of Natural History.

La realtà aumentata nei musei: The Kennedy Space Centre, Merritt Island

La Realtà Aumentata può trasformare la comprensione dei visitatori sugli eventi storici, rendendoli tridimensionali.

Un esempio emblematico è l’esposizione “Heroes and Legends” presso il Kennedy Space Centre. Qui, un’esperienza AR rivive un momento cruciale nella storia del programma spaziale americano.

Nel giugno 1966, l’astronauta Gene Cernan compì la seconda passeggiata spaziale della storia, che in seguito definì la “passeggiata spaziale dall’inferno”. A causa di un surriscaldamento della sua tuta spaziale, Cernan entrò in una rotazione incontrollabile, perdendo completamente la visibilità.

L’esposizione mostra la capsula spaziale Gemini 9 e, attraverso la Realtà Aumentata, proietta un ologramma di Cernan sopra di essa.

I visitatori possono rivivere il drammatico momento mentre l’astronauta lotta per rientrare nella capsula, accompagnati da una narrazione dello stesso Cernan che descrive la sua esperienza.

L’intera mostra sfrutta gli ologrammi in AR, dando volto e voce a coloro che hanno lavorato al programma spaziale.

La realtà aumentata nei musei: The Pérez Art Museum, Miami

Nel dicembre 2017, il museo PAMM ha unito le forze con l’artista Felice Grodin per creare “Invasive Species”, la prima mostra d’arte interamente alimentata dalla Realtà Aumentata.

A differenza di altre opere dove l’AR si sovrappone a creazioni esistenti, l’opera di Grodin per questo progetto è totalmente digitale, offrendo un’esperienza AR completa che evoca contenuti in uno spazio vuoto.

L’installazione presenta una serie di contenuti virtuali e specie, tra cui modelli 3D inquietanti che rievocano creature striscianti, meduse e segni criptici. Grodin ha voluto interagire con l’architettura dell’edificio, trasformandola.

La mostra è un commento sulla fragilità del nostro ecosistema e sulla minaccia dei cambiamenti climatici.

Trasporta i visitatori in una versione futura dell’edificio, dominata da specie invasive. Ad esempio, “Terrafish” invade i giardini sospesi del PAMM con una struttura alta 49 piedi simile a una medusa, evocando una specie non autoctona che attualmente popola le acque intorno a Miami.

Jennifer Inacio, curatrice del PAMM, è convinta che l’arte possa essere un mezzo per stimolare il dibattito.

Desiderava che la mostra generasse conversazioni, coinvolgendo gli spettatori in un dialogo: “Le opere inquietanti create dall’artista sono pensate per coinvolgere gli spettatori nella seria discussione sui cambiamenti climatici, ma in modo coinvolgente e interattivo.”

Quale potrebbe essere il futuro della realtà aumentata nei musei?

La Realtà Aumentata (AR) sta rivoluzionando il modo in cui i visitatori sperimentano le mostre museali.

Mentre la realtà virtuale offre esperienze immersive, spesso viene accompagnata da costi elevati e dalla necessità di attrezzature specializzate. In contrasto, l’AR emerge come una soluzione più accessibile per animare le esposizioni.

I musei e i curatori sono già ricchi di conoscenza e hanno la passione di coinvolgere il pubblico in un dialogo culturale.

L’AR diventa uno strumento aggiuntivo per trasmettere questa conoscenza, invitando i visitatori a esplorare ulteriormente.

Immagina un artista virtuale che narra la sua opera, o uno scheletro che prende vita per illustrare concetti scientifici. L’AR può anche fondere passato e presente, mostrando scene storiche sovrapposte a contesti moderni.

Oltre a offrire un’esperienza educativa, questa tecnologia ha il potere di catturare l’attenzione del pubblico, mantenendoli coinvolti più a lungo.

Un sondaggio condotto dall’AGO prima dell’apertura della loro installazione AR ha rivelato che il visitatore medio trascorreva solo 2,31 secondi davanti a ogni immagine.

In un mondo frenetico dove il tempo è prezioso, l’AR offre ai musei l’opportunità di catturare l’attenzione dei visitatori e invitarli a soffermarsi di più sulle opere esposte.

realtà aumentata nei musei

Ci sono dei rischi nell’utilizzare la realtà aumentata nei musei?

L’introduzione della Realtà Aumentata (AR) nei musei ha portato con sé una serie di opportunità e preoccupazioni.

Il PAMM, ad esempio, temeva che l’uso dell’AR potesse creare un’esperienza isolante per i visitatori, immergendoli nel mondo digitale dei loro dispositivi.

Tuttavia, hanno scoperto che i visitatori spesso utilizzavano la tecnologia insieme, con un conseguente incremento delle interazioni sociali all’interno dei musei.

Un altro potenziale ostacolo era la preoccupazione che l’AR potesse alienare le generazioni più anziane.

Mentre i nativi digitali e i millennials potrebbero adattarsi facilmente a tali tecnologie, c’era il rischio che le persone più anziane potessero sentirsi escluse.

Sorprendentemente, molti visitatori dell’esposizione AR del PAMM avevano più di 55 anni e hanno riportato un’esperienza positiva.

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